Nomadion Legends

1-13 Catene


...cercando di svelare i segreti del Dedalo, scopriranno misteri ben più oscuri.
Misteri celati nel buio che ognuno custodisce nel profondo della propria anima…


SESSIONE 18: MERCANTI
Tornati finalmente al salone trovano la struttura invasa dal mercato che si tiene una volta per decade.
Anche se stanchi, i cercatori pensano sia il momento migliore per poter sistemare il loro equipaggiamento e vendere i tesori che hanno recuperato.
Vanno da Bersk, il carroziere che tiene le loro bestie e pagano i suoi servizi per altri 20 giorni. Omm, dal canto suo, spiega che l’individuo non gli sembra un buon allevatore, e che se trovassero un luogo dove tenerli, potrebbe badare lui alle loro bestie.
Halsifon e Stein si recano da Mastro Orontor spiegandogli tutto quanto accaduto e mettendolo al corrente del pericolo che corre il salone. Il miridian si dispiace per le loro disavventure, e gli promette di pagare la sacerdotessa Phaledra di Sette per far si che possa celebrare dei rituali sui cercatori maledetti, volti a spezzare l’incantesimo del perfido capo ilok.
Orontor spiega poi ai due che, purtroppo, attualmente l’enclave miridian può contare solo su di lui e sul Magistratum, a causa di problemi di un vicino enclave che hanno richiesto la partenza di quasi tutti i miridian del salone. Inoltre, il suo unico altro collega, Paldemar è sparito, come sanno, da vario tempo. A complicare la situazione vi è il fatto che attualmente, gli unici cercatori del salone che hanno dimostrato un minimo di capacità combattiva sono proprio loro, infatti, i cercatori, in genere sono solo esploratori e non guerrieri.
Orontor ha allora una proposta per loro. Egli vorrebbe indire una riunione degli enclavi mercantili stabili del salone, coloro che più avrebbero da perdere se Shakko mettesse in atto il suo piano. Durante la riunione i cercatori dovranno cercare di dimostrare quanto dicono per fare si che i mercanti mettano una taglia quanto più cospicua possibile sullo sciamano. Il miridian spiega che, in soldoni, attualmente loro sono gli unici a poter andare contro questo Shakko, oltre ad essere quelli che meglio conoscono le sue trame e le Cisterne. Quindi, il più grande aiuto che può dargli, è quello di farli arricchire se aiuteranno il Salone di Sette. Il gruppo si riunisce, ma ancora non parla della proposta, sempre con il timore che Shakko possa spiarli.
Si dirigono alla Locanda Mezzaluna, che trovano praticamente piena dagli avventori del mercato. Rendil li accoglie con calore, mentre ascoltano Ben il Girovago decantare le odi di un antico gruppo di avventurieri che, secondo la sua storia, furono coloro che bonificarono la zona del Salone di Sette, nonché i primi cercatori.
Dopo aver sistemato gli zaini il gruppo si immerge nel mercato, e si perdono di vista con Halsifon.

A: Halsifon si perde al mercato

Il resto del gruppo si da al commercio, riuscendo ad acquistare vari utili oggetti, specialmente dall’amichevole Gendar.
Stein va a trovare il lupo catturato giorni prima ai barbari del serpente, mentre il resto del gruppo torna in locanda dove incontrano Terrlen, il quale li ringrazia (a modo suo) di aver spezzato la maledizione. Poi gli fa vedere un ciondolo che porta lo stesso simbolo che portavano gli esprinal che li hanno attaccati nel pomeriggio, una zanna nera. Terrlen chiede se conoscono quel simbolo, e Dimmu, con uno dei suoi soliti atti barbarici, tira fuori da una sacca la testa di uno dei nemici che aveva portato via. La locanda finisce nel panico totale. Molti avventori, quelli meno ubriachi scappano, mentre Terrlen si dilegua sentendo puzza di guai.
Erra Mezzaluna inizia a sbraitare contro Dimmu lanciandogli tutto quello che gli capita sotto mano, almeno finché non giungono un paio di guardie del salone.
La situazione diventa glaciale, ma la locandiera non denuncia Dimmu.
Quando le guardie se ne vanno gli urla contro di non essere più benvenuto nella sua locanda!
Halsifon nel mentre non è ancora tornato. Il gruppo esce a cercarlo quando i mercanti stanno preparando il loro carretti e smontando le bancarelle.
Vanno alla Taverna di Rothar dove trovano Dalambra ubriaco che ha messo in mutande al gioco un uttaran di passaggio. Gli chiedono informazioni ma lui connette poco. L’unica cosa che riesce a fare è di consegnare un particolare kopesh di fattura duhul a Shar spiegandogli di essere un vecchio regalo del loro comune amico Calenda. Un paio di marinai del Sempreverde passano a recuperare il capitano, e i cercatori continuano la loro ricerca.
Trovano il mendicante Sciarrier il quale, per qualche moneta, li mette al corrente di aver visto in giro il barshak, e, inoltre gli vende un informazione interessante: gli spiega che la persona che continua a sussurrare durante la notte nelle colombaie, pare essere la folle Surina, la quale parla assieme ad una creatura dalla voce poco distinguibile!
Infine il gruppo pensa di chiedere aiuto a Terrlen, e lo vanno a svegliare. Lui gli dice che troverà Halsifon e di non preoccuparsi e di andarsi a fare una dormita; poi finiscono il discorso interrotto in locanda. Il latrari spiega che giunse nel salone assieme a suo fratello, Everen. Entrambi vennero contattati da un gruppo di esprinal che vivono nella zona del Dedalo chiamata il Pozzo dei Demoni. Terrlen spiega che questi individui erano rimasti assuefatti al sapore del sangue, ed erano stati in parte posseduti dal loro lato bestiale. Nelle loro terre natie questi latrari sanguinari vengono chiamati con disprezzo gnoll. La guida spiega che il simbolo che gli ha fatto vedere è quello che identifica il loro gruppo, le Zanne Nere. Il suo stupido fratello, aggiunge, decise di unirsi a loro anni orsono, e non l’ha più visto. Terrlen, da quando ha scoperto della maledizione che lo affliggeva, ha sperato che la loro sete di sangue degli gnoll fosse anch’essa collegata alla maledizione da lui contratta. Ma dato che i cercatori hanno distrutto la fonte della maledizione e sono poi stati attaccati dalle folli Zanne Nere, le sue speranze si sono spente.
Terrlen confida loro che preferirebbe avere un fratello morto che ridotto nello stato di bestia sanguinaria.
I cercatori si ritirano nelle loro stanze della Locanda Mezzaluna, tranne Dimmu che va a cercarsi una colombaia libera.

B: Dimmu va alle colombaie…
C: Stein non smette di fare rumore in stanza…

La notte è per molti inquieta, infatti, alla locanda Stein passa la notte a fare rumore e strimpellando il suo fagotto, mentre per Dimmu la cosa è ancor peggiore. Incontra infatti Surina alle colombaie, la quale vuole convincerlo in maniera abbastanza plateale a farla sua, tanto da costringerlo a liberarsene con un calcio e una fuga repentina.

Il gruppo, incluso Halsifon, si riunisce in taverna, dove il giovane barshak spiega di aver semplicemente trovato compagnia per la notte.
Durante la mattinata i cercatori maledetti riescono a far spezzare il sortilegio da un rituale di Phaledra di Sette, la quale chiede loro un dettagliato resoconto sulle esplorazioni delle Dimore del Silenzio. La sacerdotessa, venendo a conoscenza del fatto che alcuni di loro hanno superato le prove e ottenuto una maschera dio Sette, spiega loro che tali artefatti benedetti si legano solo alla persona a cui la dea li ha donati, e funzionano solo se si ha abbastanza fede nel cuore da portare a compimento i fini che ci si è preposti.
Incontrano poi Zaku Kogara, il quale originariamente gli aveva proposto l’acquisto delle maschere. Quando lo mettono al corrente di averne recuperate alcune ma di non volerle vedere, lui si comporta quasi come offeso dal farro che loro loo reputino esclusivamente un “compratore”. Paga loro da bere e decide di spiegargli gratuitamente e per amicizia qualcosa sulle maschere. I cercatori non si fidano molto del suo strano comportamento, ma restano ad ascoltare.
Zaku spiega che le maschere sono sia potenti che pericolose. Esse vengono legate ad una persona, e il loro compito è di aiutarlo a compiere il suo fine. I fedeli di Sette, infatti, sono famosi per perseguire il loro fine, qualsiasi esso sia, rinunciando ad affetti, denaro e persino a se stessi. Il fatto che la maschera non dimostri poteri palesi, spiega, è probabilmente perché il possessore non ha ben chiaro nessun fine da perseguire. Spiega infine che molti, una volta ottenuto il potere della maschera, ne restano inebriati, tanto che, a un passo dal giungere al loro fine, decidono di preferire il suo potere. Costoro fanno fini grame, perché la maschera può nascondere anche pericolosi insidie per chi perde di vista la strada che si era prefisso.
Poi Halsifon spiega di aver incontrato un monaco della montagna che gli ha parlato della leggenda di una cera Lady Saharel, e chiede all’erudito rassha se ne sa qualcosa.
Zaku spiega che la leggenda è motlo famosa nel salone, ma anche nelle regioni limitrofe. Parla dello spettro di questa antica nobile che, in rare occasioni, si palesa a chi viaggia o dimora tra le rovine del suo castello, Saharelgard, e permette loro di fargli una singola domanda. Le risposte dello spirito pare siano infallibili, tanto che molti avventurieri sfidano l’asprezza della montagna per tentare di incontrarla.
Zaku mette infine al corrente i cercatori del fatto che resterà per un certo tempo nel salone per questioni economiche, e chiede loro di sapere solo quante maschere hanno recuperato. Quando gli dicono di averne tre, si allontana con un risolino soddisfatto.
Halsifon spiega agli altri che la storia dello spirito lo interessa, e che vorrebbe acquistare un libro, gli “Anacleta di Kuryon”, che parla della leggenda. Vanno cosi al Casato Azer dove ordinano una copia del libro, che però sarà pronta solo dopo qualche giorno. Mentre sono nella struttura, incontrano il reggente del casato, Norios Azer, il quale chiede loro, in maniera alquanto elusiva, se mai fossero disposti a vendere i loro servigi. Il discorso resta sul vago, e i cercatori si accomiatano, ma non prima che il duhul li metta al corrente che in serata saranno convocati alla riunione dei mercanti.
Preoccupati da quel che dovranno dimostrare con ben poche prove, vanno a parlare con Mastro Orontor, il quale gli consiglia due vie di azione: la prima è di portare degli abitanti fidati del salone che possano conoscere le Cisterne, come Terrlen, a sostegno dei loro racconti. La seconda è quella di migliorare i rapporti con i vari mercanti che siederanno a consiglio.
Parlano con Terrlen il quale conosce abbastanza le Cisterne da poter confermare le loro affermazioni in consiglio, e che si rende disponibile per accompagnarli.
Tornano poi al Casato Azer e riescono a parlare nuovamente con Norios, il discorso perde il filo, e finiscono per discorrere con l’erudito duhul della leggenda inerente la Tenuta di Arkhan, di cui hanno rinvenuto quasi tutti i pezzi.
Norios è sbalordito dalla notizia, e rivela loro parti della leggenda a loro sconosciuti. Dice loro dell’alchimista Arkhan Tabbauri, fondatore di une delle prime scuole di alchimia conosciute. Dice loro che questa favoleggiata figura pare vivesse a Malaterra, in una torre che aveva costruito lui stesso, e fosse famoso per l’invenzione degli Homunculus, servitori alchemici senzienti che poteva trasportare in fiale come delle normali pozioni. La sua tenuta, composta da quattro parti, pare gli permettesse di produrre creazioni alchemiche con una incredibile facilità. Il mercante si sbilancia, e offre ai cercatori ben 30.000 pezzi se gli portano tutti e quattro le parti della Tenuta di Arkhan. Ma i cercatori capiscono che Norios a glissato su qualche informazione. Facendo qualche domanda accurata, infine, il mercante rivela loro qualcosa in più. Spiega che la leggenda vuole che chi indossi le quattro parti della tenuta, possa accedere alla torre di Arkanh, dispersa tra le nebbie di Malaterra, e la quale, si dice, contenga grandi ricchezze e incredibili segreti. Alla luce di tale fatto, il mercante rilancia la sua offerta iniziale, proponendo ai cercatori l’acquisto di tutte e quattro le parti di tenuta per la bellezza di 50.000 pezzi!
Nonostante l’alettantissima proposta, Stein sembra avere qualcosa da ridire…

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