Nomadion Legends

Capitolo 1-03: Catene


...cercando di svelare i segreti del Dedalo, scopriranno misteri ben più oscuri.
Misteri celati nel buio che ognuno custodisce nel profondo della propria anima…


SESSIONE 4: FUTURI
Il gruppo viene attaccato da quelle che Terrlen definisce le “Bestie del Dedalo”, dei mastini neri con occhi cremisi e fauci aguzze sbavanti acido.
Affrontano il grosso branco, scoprendo che le bestie sono in realtà entità demoniache minori provenienti da qualche mondo inferiore. Man mano che le bestie muoiono, i resti di ognuna si fondono a quelle ancora in vita, facendole crescere a dismisura, fino a divenire un terribile colosso di pelo e fauci.
Il gruppo riesce a debellare i mostrusi cacciatori grazie a Stein che scopre la loro avversione per il fuoco, unico elemento chesembra ucciderli in maniera definitiva. Riescono così a portare in salvo Terrlen fino al Salone di Sette.
Trovano il slone letteralmente invaso da bancarelle di mercanti. E’ giorno di mercato nella sala Miridian, e da molti luoghi giungono compagnie mercantili per concludere affari.
Terrlen rignrazia ancora il gruppo, promettendogli di scortarli gratuitamente in un luogo, ma solo quando si riterrà guarito dalla maledizione che ora attanaglia anche alcuni dei cercatori. Fino a quel momento decide di rimanere al sicuro tra le mura del salone, che sembrano sedare gli effetti della malia. Prima di accomiatarsi, promette a coloro che sono stati maledetti dal suo morso che se scoprirà qualcosa sulla maledizione gli farà sapere, nel frattempo gli consiglia di chiedere assistenza presso la Capella della Luce Nascosta, nel salone.
Il gruppo si divide. Mentre Dimmu e Shar prendono l’occasione della grande affluenza nel salone per andare alla ricerca del Capitan Dalambra, Doh’Kar’Than decide di dirigersi al Casato Azer per compiere ricerche sulla maledizione che ha investito anche il suo paria. Stein e Halsifon, invece, si dividono lasciandosi guidare dal flusso di avventori delle bancarelle del mercato.
Dopo alcune ora, a sera, il gruppo si riunisce alla Locanda Mezzaluna, praticamente invasa dalla gente del mercato. Qui trovano Dimitrov che ha liberato un grosso tavolo dagli avventori, e che attende gli altri in maniera fin troppo calma per l’iracondo shoon.
Dimitrov, quando si trovano infine riuniti, spiega di aver deciso di potersi fidare di coloro che ha incontrato lasciando la propria patria, e che si sono dimostrati valenti di fronte al pericolo. Decide così di mettere sul tavolo i famigerati 3 dischi d’osso che egli sostiene gli siano stati consegnati in punto di morte dallo stesso Veshn.
Dimitrov spiega un piccolo antefatto al ritrovamento dei dischi per far meglio comprendere la loro importanza agli altri cercatori. Lo shoon dice che anni prima si era trovato in punto di morte a causa dello “Zar delle Paludi”, un abnorme marguul che infestava una vasta palude di Malaterra. Spiega che la pelle scura che copre più della metà del suo corpo è in realtà carne rinata grazie a Veshn, e che quelle porzioni del suo corpo erano brani della sua carne di cui il mostruoso marguul si era cibato. Dimitrov sostiene che al volgere della sua esistenza lo stesso dio oscuro gli fece visita, salvandogli la vita, donandogli la sua benedizione (che gli permette di cibarsi dei propri nemici), e lasciandogli i dischi. Racconta poi che, anni dopo, riuscì a cmprendere una piccola parte dello scritto di uno dei dischi, una sorta di estratto da una cronaca storica che parla di lui come lo Zar di Malaterra, e che porta la firma dello scrivano Kostoglotov. Ecco perché è così ossessionato dalla ricerca dello schiavo shoon che porta tale nome, ed ecco perché, infine, ha scelto di mostrare ad altre persone i dischi, nella speranza che possano capire altre parti dei loro scritti.
Il gruppo, incuriosito, inizia ad esaminare i manufatti. I dischi sembrano normali Hoon, l’equivalente dei libri per i Nimoine. Due di essi sono coperti da fittissime scritte microscopiche, con testi vergati in molti linguaggi o alfabeti sconosciuti al gruppo. Il terzo disco è bianco e liscio, e non riporta alcuna informazione.
Dimmu tenta di esaminare il terzi disco, ma appena lo tocca cade sotto gli influssi di una potentissima malia, la quale gli fa vivvere in pochi secondi migliaia di incubi ad occhi aperti. Il nagash sente che l’unico a poterlo salvare da questo male è Dimitrov, e quando gli riconsegna tra le mani il disco, gli incubi tormentatori cessano di devastarlo. Il resto del gruppo si tiene quindi bene a distanza dal disco senza scritte, e ognuno inizia a cercare qualche testo intellegibile nei restanti due.
Stein individua quelli che sembrano dei dispacci militari scritti da un capitano esprinal, e, incredibilmente, si rende contro che sembrano parlare del suo futuro e di quello di alcuni dei suoi compagni li seduti. Decide di leggere pubblicamente il testo:

Il fronte è stabile. Le nostre forze tengono sempre sotto osservazione Gran Fucina senza rilevare alcuna attività nemica nella rocca, come ormai succede da anni.
Come sempre le forze del Guscio sono inspiegabilmente massicce e attente alla difesa della zona nei pressi della vetusta fabbrica, ma le nostre spie non hanno rilevato ancora nessuna attività degna di nota all’interno della stessa.
Mi rimetto al suo giudizio.
Cap. Kostoletto

Un gruppo di stranieri accompagnati da una compatriota, una latrari dalla pelliccia bianca e dalle splendide forme che si presenta sotto il nome di Stein (come lo scomparso compositore folle), è riuscito ad infiltrarsi nella trincea amica. Il gruppo non è sembrato ostile, e, anzi, alcuni poderosi guerrieri del gruppo ci hanno aiutato durante un assalto dei gusci.
Ciononostante, la presenza di una così vasta varietà di stranieri sull’altopiano mi insospettisce alquanto. Ho il dubbio che la latrari sia una spia dei gusci e che tenti di portare nuove forze al nemico. Hanno chiesto la possibilità di raggiungere Gran Fucina, ma senza presentare alcun documento proveniente da un alto grado di qualche forte alleato.
Mi rimetto al suo giudizio, tenendo in custodia gli individui per il tempo necessario ad ottenere una risposta.
Cap. Kostoletto

I poteri degli stranieri erano purtroppo oltre la nostra portata. Qualcuno di essi si è insinuato nelle menti delle guardie lasciandole stordite per vario tempo. Il rapporto di una guardia parla di un loro compagno che non avevamo identificato in precedenza, il quale sembrava capace di sparire nelle ombre. Costui sembra essere il responsabile fisico della loro liberazione.
Durante la fuga dei prigionieri, alcuni cadaveri del campo di battaglia si sono inspiegabilmente alzati per ostacolare le forze che ho mandato al loro inseguimento.
Non siamo stati in grado di recuperarli.
Mi rimetto al suo giudizio.
Cap. Kostoletto

Il sole sembra essere sorto dalla rocca di Gran Fucina. Un immenso potere radioso è eruttato dalla struttura mandandola in mille pezzi. Non posso ancora dire se quel che stiamo osservando sia un bene o un male. Attualmente le forze del Guscio stanziate nella zona sembrano cadute nel panico, e l’occasione sembra ghiotta per sfondare le loro trincee una volta per tutte, ma non posso sapere cosa accadrebbe alle mie forze una volta avvicinatesi allo strano sole.
Presumo che gli stranieri accompagnati dalla latrari Stein siano invischiati in questo accadimento. Che le leggende sulla prigionia della compagna di Granlatrato fossero vere? Che i nonni dei nostri nonni ci avessero raccontato il vero?
Non ho risposte per questi miei dubbi, e come sempre mi rimetto al suo giudizio, ma esortandola questa volta a raggiungere il prima possibile le nostre trincee.
Cap. Kostoletto

Nel mentre, Halsifon trova il brano che parla del futuro del Kasshak come Zar di Malaterra, e notando che questo scritto parla anche di lui, lo legge ad alta voce:

Prefazione all’Opera
Quando il mio signore mi chiese di scrivere un opera che raccontasse le sue gesta dall’inizio della sua epopea, fui travolto dall’entusiasmo di un impresa di tale portata; il mio semplice nome legato a quello di Colui che ha dato inizio ad una nuova era per la gente tutta e per gli universi conosciuti. Sopraggiunse inevitabilmente il terrore di deludere il mio padrone, non essendo forse all’altezza di tale compito. Ma egli, mostrandomi uno dei suoi rari e preziosissimi sorrisi mi rincuorò e mi infuse il coraggio necessario per accingermi a quest’impresa.
Kostoglotov lo scrivano – Nuova Sandora

Biografia di Dimitrov I
il prescelto, il sigillo dei profeti, l’oscuro liberatore, terrore dei barshak, portatore della fede, punitore degli infedeli, padre di tutti gli shoon.
Zar di Malaterra, vicario della morte e decimo apostolo di Veshn.

Avrei voluto iniziare l’opera raccontando dei Giorni della Vittoria; di quando con abili manovre sotterranee, in armonia coi gli alleati di allora (i seguaci dell’Ombra Gemella e gli Abrahel fedeli al rampollo prescelto) tutti i Barshak Antichi si risvegliarono contemporaneamente.
Avrei voluto narrarvi di come essi si massacrarono a vicenda aprendo la via agli eserciti guidati dall’allora Oscuro Generale Dimitrov.
Oppure avrei voluto parlarvi della Grande Purga, di come gli sporchi traditori dell’Ombra Gemella giocarono con la morte, e ne furono avvinti.
Ma l’immagine che ho scolpita nella mente è la Giornata dell’Ascensione.
I 7 Baroni, zark dei grandi Famminsk fedeli al mio signore, inginocchiati innanzi all’immenso Zar, Sommo Araldo di Veshn, i quali bevevano dai calici d’osso il sangue dei Barshak Antichi sconfitti e ricevevano il Dono di Veshn, così come lo ricevette, tanti anni fa, il nuovo signore di Malaterra.

Il gruppo rimane sempre più incuriosito dalle incredibili storie riportate sui dischi e che parlano di loro. Doh’Kar’Than spiega di aver trovato uno strano scritto che usa parole senza senso, glifi, disegni e strani simboli come se fosse un codice cifrato. Quando Shar gli dà un occhiata resta esterefatto nel vedere un codice cifrato che solo lui e pochi altri duhul di Zeb Arsh, appartenenti ad un piccolo gruppo chiamato la Goccia, conoscono. Legge il contenuto del messaggio in codice:

Dopo la dipartita della maggior parte della Goccia, infine, le porte della Torre dei Gargolla sono state infrante e violate.
Fratelli, vi esorto a continuare a nascondervi, nell’attesa che dalla torre si palesi il nostro nuovo signore, chiunque esso sia.
A prescindere dai nostri sentimenti, tutti noi sappiamo che la nostra fedeltà deve andare esclusivamente a colui che detiene il potere della torre, chiunque egli sia.
Sono rimasto sconvolto quanto voi nell’apprendere che colui che è riuscito a rompere le protezioni della torre fosse null’altro che il fuggitivo, il Quindicesimo che sfuggì per così tanto tempo ai primi della cerchia.
Forse, con meno malizia di costoro, posso giudicare questo individuo, perché ho fatto la sua conoscenza solo in tempi recenti e non ho anni di comune cameratismo a guidare il mio pensiero su costui.
Ebbene, posso dirvi con estrema sicurezza che il Quindicesimo potrebbe essere un signore ben migliore di colui che finora ci ha guidati. Costui giunge a portare cambiamento nel nostro zeb, e si accompagna di figuri che con la loro sola forma fisica possono farci intendere quale sia la vastità di conoscenze che stiamo perdendo rimanendo relegati nella vetusta Arsh.
Il Quindicesimo è tornato alleato a stirpi di luoghi remoti; un inarrestabile signore della guerra, un essere che comanda degli spiriti inquieti; un temibile demonio dal sangue fumante e altri ancora lo accompagnano nella sfida che ha lanciato alla Torre dei Gragolla.
Spero che quando la cerchia potrà nuovamente riunirsi attorno al suo padrone, voi siate ancora tanti. Nel mentre, attendete con pazienza che i tempi siano maturi.
K16.

Shar assicura agli altri che, anche se poco comprensibile, il messaggio parla di lui e di una situazione in cui, effettivamente, potrebbe essere invischiato in futuro.
Intanto anche Dimmu ha trovato qualcosa che sembra parlare del suo futuro e di quello di altri, e legge il seguente testo, vergato in un antico alfabeto che solo pochissimi nagash, indottrinati dagli alti sacerdoti dei Draco Naga, possono conoscere:

Ora che gli anni della vecchiaia sono giunti, io, Seagor Kairi, sento doveroso lasciare i miei veri pensieri alla Bestia di Pietra incarnata, perché mai ti ho spiegato quel che veramente aveva mosso le mie azioni nei tuoi confronti nell’epoca di mutamenti che entrambi vivemmo come la nostra maturità.
Quando seppi della dipartita di mia madre, volta a salvare un suo stolto discepolo in chissà quale battaglia dell’Orda, il mio sangue ribollì di furia ancestrale, che quasi mi tramutai in uno di quelle bestie dei clan allevate in caverne e costrette a sbranarsi l’un l’altro.
A lungo meditai di lasciare il luogo in cui riposa il Dio di Pietra, per poter vendicare il sacrificio di mia madre con il sangue del nagash Dimmu. A nulla però servirono le preghiere rivolte al mio imperatore, e nonostante la furia infuocata dentro me, non potei rompere i voti che avevano fatto di me un eletto all’interno di quell’incarnazione di caos che è il nostro popolo.
Ma anche rimanendo nel luogo di cui ero custode, misi in pratica molti rituali per rintracciare e poi annientare colui che aveva imposto a colei che mi mise al mondo una fine prematura. Probabilmente mai ti sei spiegato da dove giungessero tutte le malie volte ad indebolirti, e solo ora che conosco la verità, capisco di quanto stolto fui nel perpetrare i miei propositi personali invece di affidarmi anima e corpo al compito per cui ero stato partorito.
La fortuna volle che avessi dei compagni capaci di annullare ogni mia mossa. I poteri di questi stranieri si rivelarono superiori a qualsiasi mio rituale, oltre a dimostrarsi essenziali per farti avere successo ove tutti i tuoi predecessori avevano fallito. Ora, sul mio letto di morte, ho ancora incubi che mi mostrano cosa avrei messo in atto sulla tua persona se il nimoine o il barshak non fossero stati al tuo fianco.
Lascio con orgoglio in questo scritto tutti i segreti che mi sono stati rivelati in gioventù sulle incarnazioni delle Bestie e sul loro vero significato. Spero che ottenendo questa conoscenza, tu possa perdonare la stoltezza di un suo compagno d’arme che provava troppo amore per la propria madre…

Mentre le domande iniziano ad affolarsi nella mente di ogni persona del tavolo, Doh’Kar’Than decide di provare a leggere il terzo disco, quello maledetto. Incredibilmente non sortisce alcun effetto negativo su di lui, e il Nimoine spende qualche minuto contemplando il vuoto, probabilmente cercando di capire cosa sia in realtà il disco.
Infine Dimitrov sprona Shar ad usare i dischi con la sua strana scatola. Scoprono che solo i dischi con le iscrizioni entrano all’interno del cntenitore, grazie a particolari tacche che sembrano essere state fatte proprio per permettere ai dischi di bloccarsi all’interno della scatola.
Quando chiudono la scatola con dentro i due manufatti d’osso, una fascia di caratteri luminescenti appare sul legno della stessa, rivelando un messaggio segreto:

“Quando la volontà dei lettori sarà abbastanza forte, allora costoro otterranno la chiave della Prigione della Memoria, in cui giacciono le risposte che cercano.”

Leggendo quelle parole gli occhi di Dimmu si illuminano di stupore…

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