Spiriti


Gli spiriti sono entità superiori che incarnano determinati aspetti della realtà (i fiori, le armi, la pace…), o vegliano su particolari luoghi o gruppi di mortali (l’antico fiume, i picchi del nord, la famiglia imperiale, i discendenti del fondatore del villaggio).
Gli spiriti, a differenza delle divinità, non sono individui indipendenti che, grazie al loro potere, influenzano i mortali. Gli spiriti sono legati a doppio filo ad un luogo o un oggetto, ad un aspetto della realtà, o persino ad un particolare individuo e ad i suoi discendenti. Senza di essi, probabilmente, gli spiriti non esisterebbero, perchè significherebbe che quell’aspetto della realtà fisica, per quanto particolare possa esso essere, sarebbe scomparso dal mondo.
Gli spiriti possono essere considerati come l’anima della cosa a cui sono legati, che essa sia un oggetto o un luogo fisico, una persona o persino un concetto. Essi la difendono e possono aiutare chi condivide il loro stesso fine.
Si pensa che gli spiriti più antichi, quelli legati ai monti, alle foreste e ai fiumi, siano nati con il mondo stesso e siano una sorta di coscienza risvegliata del luogo. Gli spiriti più giovani, legati ad un luogo, un oggetto o a determinati individui, potrebbero essere la proiezione della volonta dei mortali che vissero in quel luogo, forgiarono o usarono a lungo l’oggetto, o promisero di proteggere per sempre i discendenti di una qualche stirpe.
Anche se difficilmente si manifestano nel mondo materiale, quando lo fanno, gli spiriti hanno l’aspetto di nobili animali antichi o illuminati mortali, e mantengono sempre una forma poco distinguibile e semisolida, simile a quella di un fantasma.
A prescindere dalla loro natura, gli spiriti difficilmente si immischiano nelle vicende del mondo materiale come fanno gli dei, ma aiutano chi li invoca con sincerità per proteggere ciò che gli è caro. Gli spiriti non pretendono devozione, offerte o sacrifici (anche se tramite di essi potrebbe risultare più facile entrare in contatto con alcuni di essi), concedono il loro favore a chiunque dimostri affinità ai loro fini e spirito fermo.
I culti animistici e tutti gli esponenti delle classi primeve credono negli spiriti. Genericamente un popolo animista o un culto animista si lega ad uno o più spiriti che rappresentano le zone in cui vive, gli animali a cui è caro, o i propri antenati. Ma la stessa natura di una religione animista insegna ai suoi fedeli che gli spiriti sono ovunque ed in ogni cosa, permeano ogni essere e ogni oggetto. Proprio per questo un fedele animista è sempre bendisposto a credere nell’esistenza di uno spirito di cui non aveva mai sentito parlare ed a volgere ad esso una preghiera, un voto o una piccola offerta.
I fedeli di culti animisti non amano le organizzazioni rigide o le regole restrittive legate alla religione, vedono la fede come un esperienza personale e non amano imporre il loro pensiero ad altri. Per questo motivo non apprezzano particolarmente i culti devoti agli dei, che reptano delle semplici entità molto potenti con vizi e virtù dei mortali. Ciononostante, alcuni dei, come Sheeva e Maheira, che rispettano il mondo naturale e insegnano a vivere in armonia con gli spiriti, ottengono il rispetto degli animisti.
Non esistono comunque regole che permettono ai mortali di discernere con assoluta certezza la natura degli spiriti. Tra essi vi sono manifestazioni particolari di tutti i generi: spiriti ninfa che vegliano su un albero o uno specchio d’acqua e si manifestano come splendide donne in carne ed ossa; spiriti animali che vegliano sul mondo selvaggio e appaiono al fianco degli sciamani che li invocani; spiriti di guerrieri che benedicono armi e combattenti su antichi campi di battaglia; spiriti di antichi artefatti che si manifestano all’interno degli stessi come intelligenze indipendenti; spiriti di antenati che proteggono i discendenti del loro casato e appaiono come fantasmi nel castello di famiglia.
Esistono poi anche spiriti di natura negativa, chiamati spiriti nefasti, che incarnano l’odio di un mortale morto nel rancore; la malvagità che ha permeato un tempio blasfemo; la bramosia di sangue di un popolo barbarp. Questi esseri amano manipolare i mortali che gli capitano a tiro per farli cedere ai sentimenti negativi che tanto amano o di cui si nutrono.

GUZ, la furia dal sangue nero
I NOCTIFER, i pastori dei defunti
IL DIO EQUINO, il padre delle praterie
IL DIVINO ARCIERE, il maestro dell’arco
IL TOTEM, gli animali primordiali
LE SERPI CREATRICI, la serpe d’ombra e la serpe di luce
RIUZA, il metallo
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